Vedere l'immagine dei maratoneti durante l'olimpiade di Atene del 1896, Dorando Pietri alla maratona olimpica di Londra nel 1908, il grande Emil Zatopek campione olimpico a Helsinki nel 1952, Orlando Pizzolato trionfare a New York nel 1984 e nel 1985, Stefano Baldini vincere ad Atene e i sempre più veloci corridori di oggi, dà subito un'idea di quanto sia cambiato l'abbigliamento per la corsa durante gli anni.

Se a fine '800 si correva in qualunque modo, con pantaloni lunghi, camicie, maglie di lana e scarpe e che poco avevano a che fare con la corsa, ai tempi di Dorando Pietri qualcosa era già migliorato, anche se guardare quelle immagine oggi un sorriso lo strappa. I pantaloncini abbondanti e pesanti con cui il grandissimo Dorando tagliò barcollante il traguardo, certo non danno l'impressione di leggerezza e comodità, cose alle quali siamo abituati oggi.

Zatopek lo ricordiamo con canotta e pantaloncini, uno stile che si avvicina a quello dei giorni nostri. Stesso discorso per Pizzolato e Baldini. Tutto simile, solo a vedersi, perchè ciò che fa realmente la differenza è ovviamente il materiale con cui gli indumenti per la corsa vengono creati.

Ai tempi di Zatopek magliette e canotte erano in cotone, come per molti runner ancora ai tempi di Pizzolato. Questo tessuto non è certo adatto alla corsa di alto livello, inzuppandosi molto presto e restando bagnato e non garantendo dunque una buona prestazione e nemmeno comfort e protezione alla pelle.

Qualcosa di importante è iniziato a cambiare con l'introduzione del poliestere, che favorisce una dispersione dell'umidità della pelle verso l'esterno. Essendo anche un tessuto piuttosto economico, moltissimi capi tecnici per il running ancora oggi sono fatti con questo materiale, che non è però un tessuto naturale.

L'arrivo delle fibre sintetiche ha cambiato ancora le cose, permettendo agli atleti di correre con sempre più comodità e traspirazione. Gli inserti di tessuti altamente delicati come i filamenti d'argento, mesh e ultrasottili strati in alluminio, hanno consentito di dare ai capi qualità antibatteriche, avere maggiore ventilazione e protezione dai raggi del sole.

Fino ad arrivare all'innovazione introdotta da Dorando, l'utilizzo cioè di fibre completamente naturali. Infatti, Dorando ha deciso di non utilizzare le sostanze che derivano dal petrolio, bensì materie che rispettano l'ambiente e la pelle di chi indossa i capi.

Per l'abbigliamento per la primavera ed estate viene utilizzato il Lenpur, un filato che deriva dalla polpa di abete bianco, coltivato e potato a zero impatto ambientale. Questo materiale permette ai capi di essere molto morbidi e leggeri e offre un'ottima termoregolazione.

Per le canotte viene utilizzata la fibra di bambù, un elemento antibatterico naturale anallergico, morbido e delicato al tatto e, al tempo stesso, resistente all’uso e ai lavaggi.

Per combattere il freddo, i capi invernali in lana merino che garantisce un comfort naturale e un'eccellente termoregolazione. E alcuni inserti sono in crabyon, una fibra leggerissima ottenuta dalla frantumazione e lavorazione dei gusci di crostaceo. Ha un alto potere assorbente e mantiene il livello di umidità.

Prodotti naturali e capi prodotti solamente in Italia. NO OIL: Dorando garantisce qualità e rispetto per l'ambiente.